Fees and Traditions

CARINI è un paese ricco di tradizioni popolari e feste collegate all'antico vissuto di culture che hanno attraversato l'evolversi di un'economia multipla: dall'agricoltura, alla pastorizia, alla pesca, con interessanti aperture alla pratica artigianale e al commercio dei prodotti creati nel territorio. Molte delle ricorrenze sono chiaramente collegate al calendario religioso tradizionale, sebbene il sentimento religioso del popolo carinese sia stato sempre molto fervido ed intersecato ad una componente di forte ritualità popolare. A tale ritualità si lega la tradizione culinaria poiché, ad festa o avvenimento è possibile associare pietanze e ricette cariche di simbologie che, ancora oggi, rimangono al centro delle più importanti feste pagane e religiose. Il cibo e la cucina infatti, hanno da sempre unito l'uomo all'ambiente rendendo sacro questo legame. Nel mondo antico, spe cialmente nelle classi più povere si mantenevano le tradizioni della nostra società agricola,che attribuivano al frutto della terra e del lavoro dell'uomo poteri magici e rituali, il cibo era "Grazia di Diu" da non sprecare, da consumare religiosamente perché ricoperto di forti simbologie. Presenteremo così le principali feste religiose e laiche di Carini arricchendone la descrizione con le antiche ricette ad esse collegate, che rimangono tipiche della nostra cultura siciliana. Per comodità le feste seguiranno l'anno solare, ovvero da gennaio a dicembre

LA FESTA DI SAN GIUSEPPE. (19 marzo), a Carini ha un carattere estremamente popolare e folkloristico. San Giuseppe è il padre della Provvidenza e non è difficile trovare un'immagine del Santo presso le case o i negozi del paese. Nella Chiesa di San Giuseppe è venerato un simulacro del Santo dei primi dell'800, opera dello scultore palermitano Giovanni Bagnasco. Fin dalle prime ore del mattino, nella Chiesa di San Giuseppe vengono celebrate tante messe e tutte con grande partecipazione di popolo; la sera, alle ore 20.30, il simulacro del Santo viene portato in processione per le vie di Carini. In passato molte famiglie erano solite organizzare momenti tradizionali come "a tavulata", una tavola imbandita con cibi simbolici che celebrano il Santo.

LA PROCESSIONE DEL CRISTO MORTO. Durante il Venerdì Santo, le statue di Cristo Morto deposto nell'Urna e di Maria SS. Addolorata vengono portate a spalla dai confratelli della Congregazione della Via Crucis o dei 33. La statua del Cristo Morto venne commissionata all'artista palermitano Vincenzo Piscitello intorno alla metà dell'800; la realizzazione dell'Urna risale al 1888, mentre non si conosce la data della statua della Addolorata. Alle ore 7.00 del mattino del Venerdì Santo i due simulacri che si conservano nella Chiesa del Rosario, dopo essere stati collocati al centro della chiesa, vengono puliti e preparati per la processione. Durante questi momenti centinaia di persone entrano in chiesa per toccarli. Un'antica tradizione è quella che solo le signorine possono vedere l'Addolorata "spugghiata", cioè non addobbata per la processione. I simulacri si vestono con gli abiti della processione: il Cristo con una stola tutta ricamata d'oro e con una corona d'argento. l'urna può contenere solo viole del pensiero mentre sul coperchio dell'Urna si adagia il "mazzo" e si monta la grande palma alta 2 metri. All'Addolorata si pone la veste nuova e il lungo manto nero. Tutto è pronto per le ore 18.00 quando dal Rosario muove la piccola processione verso il Duomo dove, prima di entrare, avviene una sorta di incontro della Madre con il Figlio morto. Alle 21.00 prende avvio la solenne processione per le vie del paese con "l'annacata" cioè il movimento ondulatorio a tempo di marce funebri con il quale vengono condotti sulle spalle i simulacri. Tutto il paese è in quel corso e nella piazza, prega in silenzio, piange e guarda la palma dondolare a destra e a sinistra come un pendolo. Se la palma non si "annaca" è segno che qualcosa non va e allora i confratelli "correggono" la Vara. Dopo la processione la palma si conserva e viene donata al funerale della prima donna nubile che muore, mettendola prima sopra la cassa e poi nella tomba.

LA FESTA DEL CORPUS DOMINI. Per la festa del Corpus Domini, la festa du Signuri, Carini si trasforma in una città gioiosa e colorata. La data della festa cambia ogni anno e viene fissata la prima domenica dopo la Pentecoste. Ogni parrocchia ha la sua grandiosa processione. In Chiesa Madre la processione parte dopo la messa delle 19.00 , alla quale da pochi anni partecipano tutte le congregazioni e le associazioni cattoliche. Il sacerdote porta in mano l'Eucaristia, mentre ai lati i confratelli dello Spirito Santo sorreggono un baldacchino di color porpora. L'evento coinvolge tutto il paese. La sera precedente le strade dove si allestiscono gli altari vengono lavate. La mattina della festa si preparano gli altari. C'è chi prepara i fiori, chi mette le lenzuola, chi i cuscini, i tappeti per terra, prepara l'incenso. Il tutto deve essere pronto per il pomeriggio. Ad ogni altare il Sacerdote fa la benedizione si ripete la litania dei Santi. Anticamente, insieme al Corpus Domini, venivano portate in processione diverse statue di santi, provenienti dalle varie chiese: dalla Chiesa Madre San Pietro e Sant'Andrea, dalla chiesa del Carmine S. Elia e i santi Cosma e Damiano, dalla chiesa di San Vito, S. Lucia, san Vito e san Egidio, dalla chiesa di San Rocco, la statua di Sant'Antonino, da quella di San Lorenzo, S. Francesco e S. Pasquale, dalla chiesa del Purgatorio la statua di San Giovanni, dalla Chiesa del Collegio, la statua di San Paolino. Le processioni dei santi partivano alle 18.00 da piazza Duomo e una volta che concludevano il giro, alle 21.00 partiva la processione del SS. Sacramento alla quale oltre al clero partecipava l'omonima congregazione vestita con camice bianco e volto e capo coperto (per questo venivano chiamati "i lupa"). Dai balconi pendevano ricche coperte e festoni di fiori e luci collegati da un balcone all'altro. Non si badava a spese e venivano allestiti circa 35 altari. Oggi se ne preparano solo un paio all'antica, mentre gli altri sono sistemati alla meglio.

FESTIVAL TRA MEDIOEVO E RINASCENZA. Questo recente ma ormai famoso festival ha luogo Il 26 e 27 luglio presso il castello di Carini. Il Castello con il circostante borgo medioevale e la monumentale piazza del Duomo saranno i due luoghi deputati della festa, mentre il C.so Umberto costituirà l'asse di parata dei cerimoniali di rappresentanza. In queste due giornate il paese rivive l'atmosfera dei tempi del baronato dei La Grua-Talamanca attraverso la teatralizzazione ispirata alle nozze fra Gilberto Talamanca e Ilaria La Grua. L'atmosfera del festival si arricchisce di esibizioni che coinvolgono sbandieratori, danzatori, giullari, attori, musicisti e gli immancabili fuochi d'artificio. Al Festival accorrono visitatori da tutta Italia, in particolare da Umbria, Lazio, Emilia Romangna e anche da diversi paesi della Sicilia. In tutto il borgo sfilano i seguenti cortei: la corte La Grua-Talamanca di Carini, "La Castellana" di Caccamo, gli sbandieratori della Contea di Vicari, il gruppo storico di Castelbuono, "I Templarius", "I Commedianti d'Urbino", e molti altri. Durante tutta la durata del Festival, nel Castello viene allestita una mostra di costumi medievali. il festival è una manifestazione culturale per cui Carini viene conosciuta in tutta Italia. Ad animare le serate sono le comunità autentiche, depositarie dell'identità dei popoli che hanno abitato l'italia secoli prima che essa nascesse. Una manifestazione importante per la nostra cultura carinese, che ci riporta indietro nel tempo almeno per due sere.

LA FESTA DEL CROCIFISSO risale al 1904, anno in cui per la prima volta, si portò in processione il venerato simulacro cinquecentesco del SS. Crocifisso che si trova all'interno della Chiesa Madre. E' la festa più importante per Carini, si celebra il 14 settembre ed ha la durata di tre giorni. Nel 1904, si costituì un Comitato presieduto da Padre Giuseppe Picone, coadiuvato dal Dott. Francesco Mannino, da Bernardo Candela e da Salvatore Cilluffo, come è segnato nella lapide a destra della Cappella del SS. Crocifisso, si portò in processione il simulacro, sistemato in una bellissima bara, con base, quattro colonne e cupola a stile gotico. Durante la processione si vissero momenti di grande commozione e tutti osannavano al SS. Crocifisso al grido dell'invocazione: "e chiamamulu sempri spissu! Viva Gesù Crucifissu, viva! ..." La festa del SS. Crocifisso oggi si svolge con lo stesso entusiasmo. Alla processione partecipa tutto il popolo nella più grande compostezza e commozione. Alcune persone, in maggioranza donne, vi partecipano a piedi scalzi portando in mano grossi ceri. Lo scrittore carinese Luigi Sarmiento, in due libretti: uno del 1741, l'altro del 1752, descrive questa sacra rappresentazione a cui partecipavano come attori almeno 300 persone che ricoprivano i diversi ruoli e ognuno con i costumi propri del personaggio che rappresentava. Nella Sacra rappresentazione i personaggi non parlavano, ma sfilavano per le vie del paese portando una scritta biblica.

FESTA DI SAN COSMA E DAMIANO. A Carini, per un certo periodo, questa festa non si è più svolta ma, grazie ad alcuni giovani che si sono prodigati per recuperare questa tradizione, il paese è ritornato a festeggiare i due santi. Le statue dei Santi Cosma e Damiano sono state restaurate e riportate così nella Chiesa del Carmine. Secondo la tradizione, San Cosma e Damiano erano due santi medici,di origine araba e nacquero sotto l'impero di Diocleziano. Dopo aver studiato medicina, cominciarono a svolgere la loro professione gratuitamente; infatti,essi,venivano chiamati anagiri, cioè "nemici del denaro". Ai due santi furono attribuiti numerosi miracoli, tanto che subito dopo la loro morte, avvenuta per decapitazione, questi ultimi vennero santificati. A portare i Santi in processione, erano solitamente pescatori, vestiti di bianco, con una cinta rossa e un fazzoletto multicolore al collo. Essi facevano ondeggiare la vara a ritmo di musica e, prima di rientrare, effettuavano in gran corsa il giro della fontana di Piazza Duomo. Oggi la processione viene eseguita rispettando l'antica tradizione e si conclude con i fuochi d'artificio.